In Atti 8 incontriamo quello che potremmo definire il “patrono” involontario dell’hype religioso: Simon Mago.
Il mago influencer che amava l’hype
Simone era un vero e proprio influencer della Samaria.
Atti 8:9-11 ci dice che “faceva stupire la gente, spacciandosi per un personaggio importante” e che “tutti, dal più piccolo al più grande, gli davano ascolto”.
Aveva tutto: visibilità, consenso e una capacità straordinaria di generare stupore. Viveva perennemente sulla cresta del “Picco delle Aspettative”.
Il risveglio come tecnica da acquisire
Quando arriva il vero risveglio con la predicazione di Filippo, Simone va in crisi. Scopre qualcosa che il suo “marketing” non può produrre: la potenza reale dello Spirito Santo.
Simone crede nel Vangelo e si fa battezzare, ma nonostante viva in prima persona un risveglio genuino, lascia riemergere la sua carnalità proprio quando arrivano Pietro e Giovanni e le persone ricevono il battesimo nello Spirito Santo.
Il suo errore fatale non è semplicemente la richiesta di comprare il dono dello Spirito Santo (la simonia), ma è la mentalità che c’è dietro a questa richiesta. Simone dice: “Date anche a me questo potere” (v. 19).
Per lui, lo Spirito Santo è una “tecnica” da acquisire, un upgrade per non perdere quote di mercato rispetto agli apostoli. Vuole un risultato esteriore (l’imposizione delle mani, l’effetto visibile) senza il processo interiore (il cuore retto, la sofferenza, il discepolato).
Simonia 3.0
Oggi forse non offriamo denaro agli apostoli (anche se c’è chi offre denaro a falsi apostoli che promettono a loro volta ricchezza e prosperità), ma paghiamo in altre valute:
- Adottando strategie di crescita rapida.
- Copiando format emotivi per manipolare l’atmosfera.
- Investendo per “avere fama” (Apocalisse 3:1) e trattando l’unzione come una merce per essere definiti “Grandi” (Atti 8:10).
Come Simone, rischiamo di fermare la nostra esperienza cristiana alla “meraviglia” delle “grandi opere potenti”.
Un’immaturità che ci porta a pensare che se applichiamo il giusto metodo di crescita, se usiamo le luci giuste, le parole giuste e il marketing giusto, possiamo obbligare Dio a presentarsi, o almeno avere influenza su tante persone.
Così finiamo per trattare il Risveglio come un prodotto da scaffale.
L’unica soluzione possibile
La risposta di Pietro a Simone risuona come un monito terribile per la chiesa ossessionata dall’hype: “Il tuo cuore non è retto davanti a Dio … ravvediti” (8:21, 22).
Il punto di partenza per superare la cultura dell’hype non è una strategia migliore, è il ravvedimento. È ammettere che abbiamo cercato di comprare con la tecnica ciò che si può ricevere solo per grazia, nel segreto della cameretta, lontani dagli applausi che nutrivano l’ego di Simone.
Lì scopriremo davvero in chi possiamo riporre le nostre speranze.

