Come abbiamo visto il concetto di “risveglio” è centrale nel vocabolario dell’hype evangelico, ma le aspettative, le percezioni e le strategie per aumentarle non possono essere definite “risveglio” ma sono ascrivibili al “revivalismo”.
Il revivalismo difatti può essere definito come
“Le attività, idee, persone e organizzazioni che mirano al risveglio, indipendentemente dal fatto che il risveglio abbia luogo o meno, che le idee o le attività siano considerate biblicamente legittime o meno1”.
Per questo è assolutamente necessario distinguere tra hype e risveglio, perché lì dove c’è tantissimo hype non è detto che sia in corso un risveglio.
Approfondiremo successivamente la natura e le caratteristiche del risveglio, ma nel frattempo possiamo tracciare la differenza tra risveglio e revivalismo.
| Revivalismo | Risveglio | |
| Origine | Azione umana | Azione dello Spirito Santo |
| Mezzi | Comunicazione, organizzazione, infrastrutture, eventi, piattaforme, finanziamenti | Proclamazione del Vangelo, discipline spirituali, studio della Parola, preghiera personale, culto comunitario |
| Enfasi | Carisma individuale, emozioni, segnali esteriori immediati, decisioni e testimonianze pubbliche | Contrizione, ravvedimento, conversione, santificazione, consacrazione personale |
| Risultati | Fallibili: potenzialmente costruttivi come potenzialmente distruttivi. | Perfetti: frutti autenticamente spirituali e trasformazione che resistono nel tempo |
| Orizzonte temporale | Breve/medio termine (cicli di giorni, mesi, anni) | Lungo termine (anni, decenni, secoli) |
Ovviamente spesso queste dinamiche si intrecciano e sovrappongono, anche quando è presente o arriva un genuino risveglio spirituale.
Il revivalismo non è di per sé sbagliato: come accaduto nella storia dei vari risvegli, insieme all’opera soprannaturale di Dio c’è anche un’azione umana che si deve muovere necessariamente ad un livello più naturale.
Ciò che è fondamentale è capire la differenza sostanziale tra ciò che possiamo fare noi e ciò che opera Dio per non elevare una al posto dell’altra, e capire meglio quando trasformiamo i mezzi e gli scopi umani nel fine ultimo dei nostri sforzi legittimi.
Quando il revivalismo si camuffa da risveglio l’enfasi umana si sbilancia in una mera ostentazione esteriore che serve a mettere in risalto singole personalità, organizzazioni e brand anziché Gesù.
L’hype quindi non è “risveglio” ma una distorsione del revivalismo, perché porta agli estremi i mezzi e l’enfasi, fondamentali per amplificare e mantenere il più possibile alte le aspettative.
Ecco perché è necessario passare al confronto con la Bibbia per non essere risucchiati dal ciclo dell’hype e mantenere una concezione chiara, coerente ed evangelica del risveglio.
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- La definizione è di Mikey Linch su un articolo di The Gospel Coalition Australia https://au.thegospelcoalition.org/article/revivalism-isnt-a-dirty-word/ ↩︎

